Sunbeam & British Cars
Service Club d'Italia

Solo…35 anni fa, nasceva un'intesa “motoristica” mai più interrotta. Si trattò, in effetti, di una “attrazione” che, sotto diversi punti di vista, mi fu "fatale", ma non per questo è mai venuto meno il messaggio di simpatia per un Marchio e per un costume automobilistico, che tuttora mi coinvolge.
Vidi, per la prima volta, la mia MG Saloon ZA Magnette in piazza dei Servi a Roma, in uno dei tanti angoli caratteristici del centro storico della Capitale. Era parcheggiata a due passi dal Teatro dei Servi, con un laconico cartello che la dichiarava “in vendita”. Due miei amici di allora, un aspirante-farmacista e un aspirante-medico, avevano in corso una trattativa d'acquisto con il proprietario, ed eravamo andati insieme a vederla in un giorno d'autunno del 1970.


I soci raccontano
MG ZA Magnette: attrazione fatale
L'aspirante-farmacista possedeva già una MG "A" color oltremare e insisteva per convincere l'aspirante-medico a comperare quella strana berlina.
Chi la conosce, sa che la vettura possiede un cofano posteriore capiente, congiunto morbidamente al cristallo e al tetto della vettura, in una linea continua di curve a salire e a discendere. I segni presenti allora sulla carrozzeria mi facevano capire che molti ragazzi del quartiere si erano accorti, prima di me, della morbidezza di quel disegno, utilizzato per “scivolare” allegramente dalla parte più alta dell'auto fino a terra, in un'interminabile gara di slalom.
Dal momento della visita, i giorni passarono, ma i miei amici non si decidevano. Tanto che, ad un certo momento, ebbi a pena sia la macchina, la quale continuava a deperire in piazza dei Servi, sia il proprietario, il quale sembrava ormai psicologicamente convinto della vendita, non conoscendo bene la volubilità del presunto compratore. Andò a finire come avrete già immaginato.  Per porre  fine a quel  rapporto  kafkiano
di incomprensioni e di elusioni, mi feci avanti io e feci mia per sempre la grazia di quella ZA Magnette.
A proposito, la storia ha avuto anche una conclusione “umana”. Di quei due amici, dopo qualche anno, la vita mi ha fatto perdere le tracce. Ma sono rimasto in ottimi rapporti con il vecchio proprietario della MG.

                                                                                                                                    Gian Franco Lami